mercoledì 17 settembre 2014

I prerequisiti 1 - classe prima


Davanti - dietro

In palestra facciamo sedere i bambini in cerchio, diamo ad ogni bambino un cerchio ed una mattonella. "Metti il cerchio davanti a te e la mattonella dietro di te". Proviamo poi a fare il contrario e verbalizziamo. Adesso è il turno dell'insegnante a mettere degli oggetti in relazione ai bambini e poi a chiedere: “Che cosa c’è davanti a te? E dietro di te?”. Un gioco: l'insegnante batte le mani ed i bambini devono camminare. Quando smette l'insegnante dice di formare gruppi per 3, si formano dei cerchi in cui i bambini si danno la mano. I gruppi, a turno, si mettono in fila (come si chiamano i compagni che stanno davanti a te? E dietro?). Facciamo dietro-front. Cosa è cambiato? Perché? Possiamo poi proporre una delle numerose schede che si trovano su tutti i sussidiari, quaderni operativi, ecc.

Sopra - sotto

Metti le mani sopra il banco, sotto il banco e verbalizziamo. Metti l’astuccio sopra il banco, metti il quaderno sotto l’astuccio e verbalizziamo. Disegno alla lavagna:
La lampada è sotto il quadro e sopra il mobile, il mobile è sotto la lampada ed il quadro è sopra la lampada.

Vicino - lontano

Ancora in palestra o in cortile proponiamo una situazione ludica, il lupo ed i porcellini. Sistemiamo gli alunni in cerchio: l'insegnante passa all'esterno del cerchio e dà un colpetto ad uno di loro, senza farsi vedere dagli altri alunni. Chi riceve il colpetto sarà il lupo ma non dovrà dirlo. Tutti i bambini, i porcellini, camminano per la palestra, allo stop dato dall'insegnante si fermeranno, il maestro dirà chi è il lupo ed il bambino più vicino sarà (metaforicamente) mangiato dal lupo. 
Altra attività da svolgere in palestra: mettiamo alcune palle o macchinine o altro in fila e diciamo agli alunni  di prendere sempre la palla più vicina oppure di  prendere sempre la palla più lontana.

Senza dire il nome del bambino che deve eseguire la consegna, diamo dei comandi: si alzi in piedi il bambino più vicino alla porta, più lontano dal cestino e così via. Metti il gesso lontano dalla lavagna, le sedie vicino alla finestra, siediti vicino a …, siediti lontano dalla porta. Esegui le seguenti consegne in modo da renderle vere: il gesso è vicino all’armadio, il calendario è lontano dalla cattedra, ecc. Disegna UN ALBERO VICINO AL BAMBINO, UN CANE LONTANO DAL BAMBINO. Gioco “acqua e fuoco”, un b. esce dall’aula, si nasconde un oggetto ed i bambini devono aiutare a ritrovarlo usando “acqua” per lontano e “fuoco” per vicino”.

Dentro, fuori; aperto, chiuso

Noi siamo dentro l'aula, il bidello è fuori. La porta è chiusa, chiamiamo un alunno e diciamogli di andare dal bidello a prendere i gessi, ma di non aprire né porte né finestre. Perché non può uscire? Se apre la porta può uscire. Verbalizziamo. L'astuccio è chiuso: posso prendere i pastelli? Ora lo apro: posso prendere i pastelli?


In quale caso il bambino può uscire perchè il recinto è aperto?
Un'attività di verifica on line, da me preparata, si può trovare e svolgere sul sito della mia scuola: http://www.scuole2circoloimperia.org/quiz/quiz%20classe%20prima/quiz%20concetti%20topologici/quiz%20concetti%20top.htm

Risultati Invalsi

Analizzando i dati restituiti alla mia scuola dall'INVALSI, relativamente alla mia classe dell'a. s. 2013/14 ed all'ambito matematico e al netto dei limiti insiti in questo tipo di prove, non posso che ritenermi soddisfatto da quanto emerge. La media del punteggio percentuale di 70,8 ci colloca sopra alla media dei punteggi della Liguria, del Nord Ovest e dell'Italia.
Potrebbe essere una conferma della bontà del lavoro svolto e, conseguentemente, anche della validità di quanto si propone su questo blog.

lunedì 15 settembre 2014

Le prime ore in classe - classe prima

La prima attività potrebbe essere rivolta a controllare la capacità di osservare, descrivere e confrontare oltre alla conoscenza dello schema corporeo. Considerato che gli alunni solitamente non si conoscono ancora tra di loro si potrebbe proporre una prima attività in cui i bambini, seduti in cerchio, devono descrivere a turno il compagno che sta loro vicino ( ad es. il compagno che sta a destra) individuando almeno tre elementi di riferimento (ha i capelli ……., ha il vestito ……., si chiama ……..). Al termine di questa attività spieghiamo che adesso i bambini dovranno descrivere non un compagno ma se stessi e non con le parole ma con il disegno. Facciamo prendere il quaderno (che cos’è un quaderno, a cosa ci serve, come dobbiamo aprirlo, su quale pagina dobbiamo scrivere) e facciamo disegnare il bambino scrivendo sotto “IO SONO ………..” oppure solo “IO”.



Una seconda attività potrebbe riguardare l’avvio al concetto di quantità.Si potrebbe raccontare una storiella che serva per attirare l’attenzione, per motivare e funga da elemento di partenza. Io ne propongo una (di mia invenzione), ma si potrebbe adattarne anche tante altre, narrandole e drammatizzandole con i nostri alunni.


“C’era una volta un’ochetta un po’ musona che voleva sempre stare da sola,
perché non sopportava il chiasso. Abitava in un bellissimo laghetto, dove
nuotava tranquilla insieme a moltissimi pesci. Infatti era amica con i pesci
perché le tenevano compagnia e non facevano chiasso (si sa, i pesci sono muti).
E c’erano tanti pesci, di tanti colori, pesci rossi, blu, gialli, verdi,
…….Purtroppo dove ci sono i pesci ci sono anche i gatti che vogliono papparseli.
Così, ogni tanto alla sera, venivano sulla riva del laghetto due gatti che
cercavano con i loro artigli di acciuffare i pesciolini quando si avvicinavano a
riva. E poi litigavano tra di loro: “Miaoo, è mio, miaoooooo”“No, miaoooooo, non
è tuo, è mio, miaaaooooooo”. E andavano avanti così per un bel po’. Ora questi
gatti, miao di qua, mia di là, disturbavano la nostra ochetta che voleva
silenzio. Ci pensò su bene, poi ebbe un’idea. Andò nel punto della riva dove i
gatti si fermavano sempre, con le due zampe scavò una bella buca che, siccome
era vicino al laghetto, presto si riempì d’acqua e poi col becco strappò rami ed
erba e coprì la buca. Si nascose dietro le canne ed aspettò pazientemente che
venisse la sera. Quando ormai il sole si era nascosto, eccoli arrivare i due
mici. Si guardarono intorno sospettosi perché non vedevano nuotare l’oca nel
laghetto. Ed infatti l’ochetta era dietro di loro, uscì all’improvviso dal
canneto, si mise a sbattere le ali ed a starnazzare così forte che ai due mici
si rizzarono i peli sulla coda. Fecero per scappare ma …….splash, dentro alla
buca, dentro all’acqua. Fecero così fatica ad uscirne e si spaventarono così
tanto, che non vennero mai più a minacciare i pesciolini e lasciarono tranquilla
la nostra ochetta.”


Al termine si può chiedere quante ochette c’erano, quanti gatti, i pesciolini erano pochi o tanti? Vogliamo disegnare tutto alla lavagna e sul quaderno?


Si possono proporre quindi schede con esercizi sulle quantità.


La terza attività prende in considerazione le conoscenze pregresse sul numero. L’insegnante finge di intervistare gli alunni per la trasmissione “Diamo i numeri” e chiede: “Sapete cosa sono i numeri? Dove li avete già visti? Voi li usate spesso? Quando, in che occasioni?” Sul quaderno
CERCHIA I NUMERI: 1 A C 3 5 K 7 2 Y.

Una quarta attività potrebbe servire per controllare la situazione concernente la localizzazione di oggetti nello spazio. Si potrebbe far precedere l’attività grafica da qualche gioco in palestra o in classe o, se si vuole una situazione meno movimentata, da frasi pronunciate dall’insegnante. Quando non sono vere i bambini dicono “Bum!”Es:
Andrea è fuori dall’aula Bum
Il cane è dentro la cuccia
Il quaderno è sopra il banco
La testa è sotto i piedi Bum
Si può quindi proporre una scheda sui principali concetti topologici.

Infine una quinta attività potrebbe riguardare la capacità di riconoscere forme, dimensioni e colori utilizzando i blocchi logici o altro materiale presente in classe.