mercoledì 25 marzo 2015

Primi problemi sottrazione - classe prima

Raccontiamo una situazione, tratta o da una fiaba o da qualche reale esperienza effettuata. Ad esempio consideriamo questa situazione:
Nella casa di Biancaneve abitano 7 nani. Oggi 5 sono a lavorare in miniera. Quanti nani sono rimasti a casa con Biancaneve?

Drammatizziamo la situazione: una bambina sarà Biancaneve ed altri 7 i nani, 5 dei quali si preparano per andare a lavorare.
Rappresentiamo sul banco con i regoli: mettiamo 7 regoli bianchi, poi togliamo 5 regoli e contiamo quanti sono quelli rimasti. Svolgiamo sul quaderno:


Propongo ora una serie di problemi, "I problemi del bosco", che contengono sia casi di addizione che di sottrazione e che si possono eseguire sul quaderno oppure stampando la scheda: fai clic per stampare la scheda.


 


5 commenti:

  1. Lei è sulla giusta strada, solo nel modo sbagliato.
    Per prima cosa i bambini devono leggere il testo del problema, poi insieme con lei devono trovare le parole "chiave" TUTTI; ANDATI; RIMASTI;
    I bambini non devono scrivere il testo del problema, questo non li aiuta.
    Il modo giusto è questo:
    Problema :
    Tutti: 7 nani
    Andati: 5 nani
    Rimasti: 7 - 5 = 2 nani

    Risposta:
    A casa sono rimasti 2 nani.
    In questo modo nessun bambino può sbagliare, lei ha sicuramente capito il perchè.
    Molto importante è che tutti i numeri siano a destra uno sotto l'altro così il bambino non deve cercarli nel testo. Le parole "chiave" lo aiutano a non sbagliare la sottrazione.
    Sul banco lei ha 7 regoli bianchi , ne toglie 5, ne rimangono 2; tutti i bambini hanno visto questo.
    Perchè nel suo quaderno devono disegnare i nani ? Questo li allontana dal concetto matematico.

    Saluti, Galya Tasheva \ Terni.

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    1. Se lo dice Lei!
      Mi sembra che abbia molte certezze e sappia esattamente dov'è il giusto e dove l'errore. Benissimo, lei si tenga le sue certezze ed io le mie. Saluti.

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  2. Roberto ha perfettamente ragione. Questi metodi "moderni" non fanno altro che snaturare la disciplina e soffocare le enormi capacità dei bambini costrigendoli ad eseguire inutili disegni che non lasciano nessuna impronta nella mente e non li abituano al ragionamento.

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    1. Ognuno ha le proprie opinioni. Io non condivido nè quella di Roberto né la sua, per diversi motivi. Provo ad elencarne alcuni:
      - i bambini non sono "costretti" ad eseguire "inutili" disegni, a bambini di sei anni solitamente piace disegnare.
      - Il disegno non è inutile perchè rappresenta un passaggio dal linguaggio verbale del testo al linguaggio simbolico delle operazioni.
      - la risoluzione, utilizzando anche il disegno, è da me adottata solo nella prima fase delle attività. l titolo di questo post è "Primi problemi ...". Se avrà la bontà di vedere il seguito delle attività vedrà che sarà poi lasciato.
      - la realtà in cui viviamo noi ed i bambini non è schematica ed incolonnata sulla destra come la presenta Roberto, quindi è necessario aiutare gli alunni a decodificare e trovare le informazioni utili.
      - I miei alunni, passati e presenti, hanno dimostrato sia nelle varie prove Invalsi sia, soprattutto, nel prosieguo della carriera scolastica e della vita, di saper ragionare, eccome!

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  3. Direi che Roberto e Anonimo sono andati a scuola nel 1930, dal loro approccio vetusto e destinato ad allontanare la matematica e la logica dalla realtà di tutti i giorni. Io ho fatto le elementari nel '72 e già allora l'insiemistica grafica e l'approccio visivo erano IL metodo.

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