venerdì 24 settembre 2010

Problemi con l'addizione

Problemi con l’addizione – classe seconda


Collegandoci al lavoro già svolto a proposito del significato logico dell’addizione, può essere il momento di tornare a considerare i problemi.
Con esemplificazioni facciamo osservare come un problema sia una situazione da risolvere e, a seconda della situazione, cambiano le modalità di risoluzione.
Avere il raffreddore è un bel problema. Come posso risolverlo? Non certo con un’operazione aritmetica, dovrò individuare altre strade: andare dal dottore, comprare un medicinale, evitare di prendere ulteriore freddo, ecc.
Guardiamo sul cartellone che indica i mesi di nascita dei bambini, il prossimo bambino che festeggerà il suo compleanno è Simone. A Simone piace il gelato e per la sua festa di compleanno vorrebbe che la mamma comprasse 5 vaschette di gelato al cioccolato e 4 di gelato alla frutta. Quante saranno le vaschette di gelato?
Questo è un problema aritmetico e si risolve con i numeri. Rivediamo quindi le procedure da seguire nella risoluzione, già affrontate lo scorso anno, ma senz’altro da rivedere. Affrontiamolo quindi collettivamente.

Scriviamo il testo del problema, procediamo alla lettura individuale silenziosa, analizziamo i dati conosciuti e individuiamo la domanda, risolviamo con il disegno, effettuiamo il calcolo e scriviamo la risposta.


12 commenti:

  1. Caro collega sarebbe opportuno considerare l'ostacolo additivo (B.D'Amore)ed evitare problemi che prevedono l'addizione,almeno che non vengano spontanei dai bambini.Ciao

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  2. Non intendo assolutamente discutere le idee di Bruno D'Amore da un punto di vista epistemologico o della loro validità ed efficacia. Sono però anche convinto che ogni insegnante debba seguire una linea didattica che gli sia congeniale, ad evitare dissonanze tra il fare e l'essere. Personalmente non ho trovato feedback soddisfacenti seguendo le proposte didattiche derivate da D'Amore. Sono convinto dell'importanza dell'apprendimento per problemi, dell'utilità della rappresentazione concreta e della drammatizzazione per comprendere un testo; sono convinto anche della necessità di non trascurare il passaggio alle rappresentazioni simboliche. Penso che sia importante proporre problemi in cui ci sia una buona coincidenza tra significato formale e significato intuitivo. D'altronde nel corso "Supermat" per la classe prima della Giunti Scuola diretto da D'Amore ci sono, eccome, i problemi a struttura additiva con una sequenza di risoluzione non molto diversa dalla mia (vedi le pagine 52, 53, 84). Grazie Angelo comunque per il tuo commento: vedrò di approfondire meglio la questione. Ciao

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  3. Dal problema pubblicato si percepisce bene che il lavoro a monte è di spessore,la rappresentazione grafica rende conto del processo additivo in modo illuminante.Insomma non siamo di fronte al semplice problema risolto coll'algoritmo,la mia puntualizzazione virava verso una presa d'atto delle difficoltà che si possono creare nei bambini coll'esporli troppo a problemi di tipo additivo.Con la risposta da te fornitami ho fugato ogni dubbio.L'approcio di B.D'Amore non è infallibile,mi sembra interessante il discorso sulle "misconcezioni",ma come te ho trovato una discrepanza tra ciò che scrive teoricamente e i libri da lui firmati;mi è capitato di avere tra le mani "abaco" della Giunti e li' come hai notato anche tu , in altri testi,ho trovato che il tanto criticato schieramento (struttura additiva che spesso viene usata per spiegare i primi rudimenti della moltiplicazione)veniva regolarmente utilizzato.Riguardo ai problemi mi pare che hai le idee molto chiare;anch'io punto molto sulla rappresentazione e la simbolizzazione e generalmente i problemi li inventiamo insieme o modifichiamo quelli che troviamo in internet magari adattandoli.I problemi del libro di testo invece li utilizziamo solo per confrontarli con i nostri e notare puntualmente come i primi spesso siano dei non-problemi.

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  4. Scusami ho dimenticato i saluti,colgo l'ccasione per augurarti anche un buon anno scolastico e saluti ai tuoi alunni.Angelo

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  5. Anch'io ti porgo i miei saluti ed auguro un fecondo anno scolastico a te ed ai tuoi alunni. Le osservazioni che possono indurre a riflettere criticamente sul proprio operato sono sempre ben accette.
    Ciao
    Giampaolo

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  6. io lo copiato sul mio quaderno e lo fatto senza guardare lo schema e la maestra mi a messo 10elode

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  7. Tanto di cappello alla tua preparazione ma credo che risolvere un problema debba costituire l'unica vera COMPETENZA di Matematica richiesta all'alunno; tutto il resto rientra nelle ABILITA' di cui giovarsi per arrivare alla RISOLUZIONE. Ovviamente il Problema deve essere strutturato in modo da stimolare davvero le capacità logiche dell'alunno, con difficoltà gradatamente crescenti, riferite sia alla comprensione del testo che alla individuazione delle operazioni da eseguire. Il tutto, ovviamente, rapportato a ciascuna classe.
    Come è possibile dare 10 e lode ad un problema così facile?
    Un collega poco simpatico.

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    1. Non capisco il tuo "ma" della prima riga! C'è avversione tra la mia preparazione e la risoluzione dei problemi?
      Il discorso comunque sarebbe piuttosto lungo e complesso: in linea generale sono d'accordo con quanto dici a proposito del problema, anche se devo dire che esiste la matematica ed esiste la matematica applicata. In ogni caso è necessario perseguire le competenze ed è necessario esercitare le abilità.
      Non capisco invece il tuo giudizio sul 10 e lode!
      In primo luogo non sono io ad aver dato il voto!
      In secondo luogo cosa ne sai del perché quella maestra ha dato 10 e lode? Magari ha tenuto conto di altri fattori motivazionali, ecc.... che noi non conosciamo.
      Più che firmare "un collega poco simpatico" io avrei firmato "un collega con molte certezze, anche sull'operato degli altri"

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  8. Ho sempre rispettato il lavoro degli altri. So bene che il voto non lo hai assegnato tu. Volevo semplicemente dire che io concepisco il Problema come un'attività che impegni davvero l'alunno e che, se strutturato a dovere, può essere sufficiente a valutare in modo congruo le competenze dell'alunno (ovviamente normodotati). Cosa dicono le mie colleghe? Che ho ragione ma poi fanno come credono. Ho le mie certezze,sicuro, ma solo le mie. Credo semplicemente che non si faccia il bene degli alunni assegnando voti alti che non sono suffragati da prove impegnative. Ti assicuro che mi faccio in 4 per i miei alunni. Non sopporto che uno solo di essi possa non aver CAPITO: però i voti devono essere veritieri. Tutto qua. Chiedo scusa alla collega assegnataria del 10 e lode ma il mio era un discorso di carattere generale.
    P.S. Scusa se non mi firmo ma lo preferisco.

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  9. le vaschette sono 9

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