martedì 1 ottobre 2013

Addizioni e sottrazioni in colonna - classe quinta

Rivediamo insieme agli alunni i casi logici che sottendono l’addizione e la sottrazione e proviamo ad eseguirne alcune, alla lavagna, in colonna con la prova attirando l’attenzione dei bambini sul corretto incolonnamento e sulla necessità di cominciare a contare partendo dalla colonna più a destra.
Ecco alcune delle operazioni che si possono proporre.
 (657 + 129.354 + 1365; 23.092,56 + 572 + 28,453; 1.963,542 + 76.245,02 + 3,9).
 (100.000 - 45.899; 20.007,98 – 573; 78.717 – 659,873; 8.543,78 – 873,456).
Passando al lavoro individuale, propongo di iniziare con operazioni solo con numeri interi. Io, ad esempio, ho fatto svolgere la seguente attività in coppia: ho distribuito ad ogni coppia una scheda con alcune tabelle che rappresentano la popolazione italiana, risultante dall’ultimo censimento del 2011, suddivisa in cinque aree geografiche.
Ho poi dato agli alunni la consegna di osservare attentamente le tabelle e di rispondere alle domande sul quaderno, eseguendo i calcoli necessari.



Successivamente svolgiamo attività individuali proponendo addizioni e sottrazioni anche con numeri decimali.


Ecco un esercizio tratto da una precedente prova Invalsi, che non riguarda propriamente il calcolo ma implica la capacità di leggere una tabella e riconoscere l'ordine di grandezza dei numeri presenti.
Qui sotto sono riportate le distanze stradali in chilometri tra alcune città
europee.
La distanza tra due città è riportata all'incrocio tra riga e colonna: ad

esempio, tra Berlino e Berna ci sono 965 km, tra Berlino e Bordeaux ci sono 1875 km.



Proponiamo ancora alcune operazioni in colonna.


Naturalmente avremo cura di proporre periodicamente altre situazioni di calcolo con addizioni e sottrazioni.

lunedì 30 settembre 2013

Ripassiamo il S. M. D. - classe quinta

Chiediamo ad alcuni alunni di misurare l’altezza di altrettanti compagni, esprimendola con unità di misura diverse (chi in metri, chi in decimetri o centimetri). Mentre i bambini procedono alle misurazioni chiediamo a loro ed agli altri bambini che cosa significa misurare. Ascoltiamo le loro risposte e poi concordiamo che misurare una grandezza significa confrontarla con un’altra grandezza dello stesso tipo, detta unità campione, per stabilire quante volte l’unità campione vi è contenuta. Anche nel SI (si legge esse i) le misure che ora ripasseremo sono in relazione tra loro secondo la base 10.

Rivediamo la tabella delle misure di lunghezza ed inseriamo in essa le misura dell’altezza degli alunni ottenuta precedentemente ( nel nostro caso Sara è alta 1m e 50 cm, Alice è alta 14 dm e 6 cm mentre Simone è alto 147 cm).



Giorgia misura quanta acqua resta in una bottiglia, rivediamo la tabella delle misure di capacità ed inseriamo la misura ottenuta (nel nostro caso 5,50 dl).
Se alcuni bambini conoscono il loro peso, facciamoglielo esprimere, rivediamo la tabella delle misure di massa ed inseriamo i pesi degli alunni.

Oralmente poniamo alcune domande, come queste:
La decima parte del l è
L’equivalente di 10 cm è
L’equivalente di 10 hm è
La decima parte del m è
La centesima parte del dm è
L’equivalente di 10 dl è
L’equivalente di 100 cl è
La decima parte del cl è
L'equivalente di 1000 g è
La millesima parte del megagrammo è

Come possiamo riconoscere il valore di posizione delle cifre? Basta ricordare che la cifra delle unità corrisponde alla marca e poi assegnare il valore corrispondente alle altre cifre, ricordando il loro ordine nella tabella.

Ripassiamo le equivalenze a partire da trasformazioni utilizzando le misurazioni già effettuate. Ad esempio, se avessimo misurato l'altezza di Alice (14,6 dm) usando il metro come unità di misura, che valore avremmo ottenuto? E se avessimo usato il centimetro? Alice è più o meno alta di un decametro?

Rivediamo alcune equivalenze per consolidare i meccanismi.

Utilizziamo le equivalenze per confrontare le misure, con questa scheda: fai clic per stamparla.

Utilizziamo, infine, le equivalenze anche per riordinare le misure. Ad esempio:



Un test/gioco on line per i tuoi alunni
Vedi U. A. di riferimento

lunedì 23 settembre 2013

Dalle frazioni decimali ai numeri decimali - classe quinta

Uno dei prerequisiti per questa attività è che gli alunni siano in grado di effettuare correttamente divisioni per 10, 100 e 1000. Quindi, se lo riteniamo opportuno, facciamo svolgere qualche attività per sollecitare l’abilità considerata.


Passiamo ora al riconoscimento delle frazioni decimali (sono le frazioni che hanno per denominatore 10 o una potenza di 10 (100, 1000).

Ricordiamo che tutte le frazioni si possono scrivere sotto forma di numero decimale, ma noi per ora ci occupiamo solo delle frazioni decimali.
Vediamo come si può trasformare una frazione decimale in numero decimale. Se ricordiamo quanto detto lo scorso anno e se rammentiamo che ogni frazione corrisponde ad una divisione, è sufficiente dividere il numeratore per il denominatore.

Oppure possiamo scrivere il numeratore ed inserire la virgola in modo che vi siano tante cifre decimali quanti sono gli zeri del denominatore.

Viceversa, per trasformare un numero decimale in frazione decimale si scrive una frazione che ha al numeratore il numero senza virgola, mentre il denominatore sarà 10, 100, 1000 a seconda delle cifre decimali del numero di partenza.

Proponiamo una scheda didattica: fai clic per stamparla.

Dal 2 agosto 2010